San Pimen il Molto-sofferente, nella Grotta
San Pimen il Molto-sofferente raggiunse il Regno dei Cieli sopportando una grave malattia. Questo asceta russo nacque e crebbe malaticcio, ma la sua infermità lo preservò dalla malattia dell’anima.
Per molto tempo egli supplicò i genitori di mandarlo al monastero delle Grotte di Kiev. Quando essi condussero il loro figlio al celebre monastero, cominciarono poi a pregare perché fosse guarito. Ma il sofferente stesso, consapevole dell’altissimo valore della sofferenza, chiese invece al Signore sia la continuazione della sua malattia, sia la sua tonsura al monachesimo.
Una notte, angeli radiosi apparvero in forma di monaci e lo tonsurarono. Gli dissero che avrebbe ricevuto la salute solo nel giorno della sua morte. Alcuni dei fratelli udirono il suono del canto e, giungendo da San Pimen, lo trovarono rivestito dell’abito monastico. Nella sua mano teneva una candela accesa, e i suoi capelli tagliati per la tonsura si potevano vedere presso la cripta di Sant’Isidoro. San Pimen trascorse molti anni nella malattia, tanto che coloro che lo assistevano non riuscivano a sopportarla. Spesso lo lasciavano senza cibo e acqua per due o tre giorni di seguito, ma egli sopportava tutto con gioia.
Pieno di compassione verso i fratelli, San Pimen guarì un certo fratello storpio, che promise di servirlo fino alla morte, se fosse stato guarito. Ma dopo qualche tempo il fratello divenne negligente nel suo servizio, e il suo precedente male lo raggiunse di nuovo. San Pimen lo guarì ancora, con l’esortazione che sia i malati sia coloro che li assistono ricevono una ricompensa uguale.
San Pimen trascorse vent’anni in gravissime sofferenze. Un giorno, come gli angeli avevano predetto, divenne sano. In chiesa, il monaco prese congedo da tutti i fratelli e si comunicò ai Santi Misteri. Poi, dopo essersi inchinato davanti alla tomba dell’Abba Antonio, San Pimen indicò il luogo per la sua sepoltura, e vi portò egli stesso il proprio giaciglio.
Indicando quelli che vi erano sepolti, uno dopo l’altro tra i monaci, predisse che i fratelli avrebbero trovato uno di essi, sepolto con lo schema, senza di esso, poiché quel monaco aveva condotto una vita indegna di tale abito. Un altro monaco, che era stato sepolto senza lo schema, sarebbe stato trovato rivestito di esso dopo la morte, poiché lo aveva fortemente desiderato durante la vita, ed egli ne era degno.
Allora San Pimen si stese sul suo giaciglio e si addormentò nel Signore. I fratelli lo seppellirono con grande onore, glorificando Dio.
Dopo la morte di San Pimen, i fratelli furono persuasi della verità delle sue parole. Nel giorno del transito di San Pimen apparvero tre colonne di fuoco sopra la trapeza, che poi si mossero sulla chiesa. Un evento simile fu descritto nelle cronache alla data dell’11 febbraio 1110 (vedi la commemorazione del 5 agosto di San Theoctistus di Chernigov), perciò si suppone che anche il giorno della morte di San Pimen sia avvenuto l’11 febbraio 1110.
Le reliquie di San Pimen riposano nella Grotta di Antonij.
Una seconda commemorazione del santo si celebra il 28 settembre, nel Sinassi dei Monaci delle Grotte Vicine.