San Giovanni il Nuovo Chozebita.
San Giovanni il Chozebita, figlio di Maxim e Catherine Jacob, nacque il 23 luglio 1913 nel distretto di Horodistea in Moldavia. Fu chiamato con il nome del santo profeta Elia (20 luglio). Nel 1914, suo padre morì in guerra, e sua madre soccombette a una malattia, lasciando Elia orfano. Sua nonna Maria lo allevò fino all’età di undici anni. Era una monaca, perciò poté istruirlo nelle cose spirituali. Morì nel 1924, così il giovane Elia andò a vivere con altri parenti. Aveva un grande amore per Cristo e la Sua Chiesa, e desiderava ardentemente la vita monastica.
Entrò nel Monastero di Neamts il 15 agosto 1933, quando aveva vent’anni. Qui la sua anima fu nutrita dalla bellezza delle funzioni, da esperti istruttori spirituali e dal silenzio delle montagne. Il giovane monaco amava la preghiera, le veglie, la lettura spirituale e la solitudine, e ben presto superò molti monaci esperti nell’obbedienza, nell’umiltà e nella pazienza. Vedendo il suo grande amore per i libri spirituali, l’igumeno lo nominò bibliotecario del monastero. Elia portava conforto a molti dei fratelli raccomandando a ciascuno libri specifici da leggere. Poi li consigliava di leggere il libro con attenzione, di fare la loro confessione e di non mancare alle funzioni se volevano trovare la pace.
I suoi sforzi spirituali attirarono l’attenzione dell’archimandrita Valerie Moglan, che raccomandò che a Elia fosse concesso di ricevere la tonsura monastica. Fu tonsurato l’8 aprile 1936 e ricevette il nome di Giovanni. Da quel momento, il giovane monaco intensificò i suoi sforzi spirituali, vincendo le tentazioni dei demoni e progredendo sul cammino della salvezza.
San Giovanni fece un pellegrinaggio in Terra Santa con altri due monaci nel 1936, e decisero di rimanere là. Il monaco Damascene però si ammalò e dovette essere riportato in Romania dal monaco Claudius dopo otto mesi.
All’inizio, San Giovanni visse a Betlemme, vicino al Monastero di San Savva. Monaci rumeni vivevano a San Savva fin dal sedicesimo secolo, e Giovanni vi lottò per quasi dieci anni. Fu nominato bibliotecario del monastero, e adempié a questa obbedienza per circa sette anni.
Nel 1945 San Giovanni desiderò la pace e la solitudine del deserto, e quindi andò a vivere come eremita. Fu ordinato sacerdote nel 1947, e divenne igumeno dello skìtis rumeno di San Giovanni il Precursore presso il Giordano. I pellegrini spesso venivano da lui per la Confessione, la Comunione e la consolazione. Nel suo tempo libero compose poesie e inni religiosi.
Dopo cinque anni, egli e il suo discepolo si inoltrarono nel deserto di Chozeba, vicino a Gerico. Qui vissero in ascesi per otto anni nella grotta dove, secondo la Tradizione, Santa Anna aveva pregato.
San Giovanni Jacob morì il 5 agosto 1960 all’età di quarantasette anni e fu sepolto nella sua grotta. L’8 agosto 1980 le sue reliquie furono trovate incorrotte e profumate. Ora riposano nel Monastero di San Giorgio il Chozebita.
Nel 1968 e nel 1970, il libro di San Giovanni Nutrimento spirituale fu pubblicato in due volumi, con la benedizione del Patriarca Benedict di Gerusalemme.
San Giovanni Jacob fu glorificato dalla Chiesa Ortodossa Romena nel 1992.