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Vita del santo

San Filoteo l’Aghiorita

San Filoteo del Monastero di Dionysiou sul Monte Athos era originario di Elateia, e nacque nel 1526. Temendo i Turchi, i suoi genitori si trasferirono a Chrysoupolis in Macedonia, dove suo padre morì ben presto. Il piccolo Filoteo e suo fratello furono catturati dai Turchi e poi gettati in prigione.

Essi furono liberati in modo miracoloso dalla Madre di Dio. Ella apparve ai bambini con le sembianze della loro madre e li condusse al monastero della Santissima Theotokos nella città di Neapolis in Asia Minore. In questo monastero i fratelli ricevettero la tonsura monastica. Progredendo in tutte le obbedienze assegnate dall’igumeno, essi giunsero a ricoprire il compito di ecclesiarche.

Nel frattempo, Eudokia, la madre di San Filoteo, si era anch’ella ritirata in un monastero femminile in quella stessa città, per la misteriosa guida della Divina Provvidenza. Per molti anni ella non seppe assolutamente nulla della sorte dei suoi figli. Visitando un monastero maschile insieme ad alcune altre monache per la festa della chiesa, Eudokia riconobbe i suoi figli. Alla sua domanda su come fossero capitati là, essi risposero: “Dovresti saperlo tu stessa, perché tu stessa ci hai liberati dai Turchi e ci hai condotti fuori dalla prigione.” Così Eudokia fu resa sicura dell’intercessione della Madre di Dio, poiché soltanto nella preghiera alla Theotokos aveva trovato consolazione. Quando i fratelli seppero della gioiosa riunione della madre con i suoi figli, così come della loro miracolosa liberazione, si radunarono attorno a loro e glorificarono il Signore.

Nel 1551, dopo la morte di sua madre, San Filoteo si recò alla Santa Montagna all’età di venticinque anni. Si unì alla fratellanza del Monastero di Dionysiou, dove le sue fatiche ascetiche furono di esempio per molti. Più tardi, cercando una maggiore quiete, finse di essere afflitto da una malattia e d’essere diventato sordo, e quindi si ritirò in una grotta fuori dal monastero. Là si rivelò un mirabile asceta e un vincitore dei demoni. Quando la sua finta malattia fu scoperta, fu costretto a cambiare luogo di dimora, affinché la gente non gli rendesse onori. Nella sua nuova dimora si procurarono tre discepoli. Dedicandosi alle opere della preghiera, San Filoteo giunse a un’elevata perfezione spirituale e ricevette il dono della chiaroveggenza.

Nel 1610 il venerabile si addormentò pacificamente nel Signore all’età di ottantaquattro anni. Prima della sua morte ordinò ai suoi discepoli di non seppellire il suo corpo, ma piuttosto di gettarlo senza onore nella foresta perché fosse divorato dalle bestie e dagli uccelli. I suoi discepoli adempirono il desiderio del loro anziano, ma il Dio ottimo e sovrabbondantemente buono glorificò le reliquie del santo con una meravigliosa irradiazione. Un monaco prese il suo cranio e lo diede ai discepoli del santo.

La vita del venerabile fu scritta dal monaco Daniel di Dionysiou, copiando un codice più antico, che era stato compilato dal monaco Agapios Lantos nel 1802, e che fu poi pubblicato a Venezia nel 1872.

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