San Cosma l’Etolo, ieromartire
Il nuovo ieromartire Cosma, uguale agli apostoli, nel secolo Costas, era originario dell’Etiolia. Studiò dapprima sotto la guida dell’arcidiacono Ananias Dervisanos, e in seguito continuò la sua formazione sul Monte Athos, alla scuola di Vatopaidi, rinomata per maestri quali Nicholas Tzartzoulios (di Metsovo) ed Eugenius Voulgaris (in seguito, negli anni 1775-1779, arcivescovo di Ekaterinoslav e della Chersoneso).
Rimanendo sull’Athos al monastero di Philotheou per dedicarsi alle fatiche spirituali, fu tonsurato monaco con il nome di Cosma, e più tardi fu ordinato ieromonaco. Il desiderio di giovare ai suoi fratelli cristiani, di guidarli sulla via della salvezza e di rafforzare la loro fede, spinse san Cosma a chiedere la benedizione dei suoi padri spirituali e a recarsi a Costantinopoli. Là apprese l’arte della retorica e, dopo aver ricevuto un permesso scritto dal patriarca Seraphim II (e poi dal suo successore Sofronio) di predicare il Santo Vangelo,
il santo cominciò così ad annunciare il Vangelo dapprima nelle chiese di Costantinopoli e dei villaggi circostanti, poi nelle regioni del Danubio, a Thessalonica, a Verroia, in Macedonia, a Chimaera, in Akarnania, in Etiolia, nelle isole di Santa Maura, di Kephalonia e in altri luoghi.
La sua predicazione, colma della grazia dello Spirito Santo, era semplice, calma e gentile. Essa portò ai cristiani un grande beneficio spirituale. Il Signore stesso lo assisteva e confermava le sue parole con segni e miracoli, così come aveva confermato la predicazione degli Apostoli.
Predicando nelle remote regioni dell’Albania, dove la pietà cristiana era quasi scomparsa tra gente rozza e dura, radicata nel peccato, san Cosma li condusse a sincero pentimento e miglioramento con la Parola di Dio.
Sotto la sua guida, furono aperte scuole ecclesiastiche nelle città e nei villaggi. I ricchi offrivano il loro denaro per il miglioramento delle chiese, per l’acquisto di Sante Scritture (che il santo distribuiva a coloro che sapevano leggere), di veli (che dava alle donne, ammonendole a venire in chiesa con il capo coperto), di komboskini e croci (che distribuiva al popolo), e per vasche battesimali affinché i bambini potessero essere battezzati nel modo appropriato.
Poiché le chiese non potevano contenere tutti coloro che volevano ascoltare il sapiente predicatore, san Cosma con quaranta o cinquanta sacerdoti celebrava la Veglia nei campi e nelle piazze delle città, dove migliaia di persone pregavano per i vivi e per i defunti, ed erano edificate dalla sua predicazione. Ovunque san Cosma si fermasse e predicasse, gli ascoltatori riconoscenti erigevano una grande croce di legno, che rimaneva poi in memoria di ciò.
Il servizio apostolico di san Cosma si concluse con la sua morte martirica nell’anno 1779. All’età di 65 anni fu catturato dai Turchi e strangolato. Il suo corpo fu gettato in un fiume, e dopo tre giorni fu trovato dal sacerdote Marco e sepolto presso il villaggio di Kolikontasi, nel monastero dell’Ingresso al Tempio della Santissima Theotokos. In seguito, parte delle sue reliquie furono trasferite in diversi luoghi come benedizione.
Fu glorificato dal Patriarcato Ecumenico nel 1961.