26 martiri di Zographou Monte Athos
Nel luglio del 1274, l’imperatore bizantino Michele VIII accettò a Lione, in Francia, l’unione con la Chiesa di Roma. Di fronte ai pericoli rappresentati da Carlo d’Angiò, dagli Ottomani turchi e da altri nemici, l’imperatore ritenne una tale alleanza con Roma politicamente opportuna. L’Unione di Lione richiedeva che gli Ortodossi riconoscessero l’autorità del Papa, l’uso del Filioque nel Credo e l’uso degli azzimi (pane non lievitato) nella Liturgia. Il patriarca Giuseppe fu deposto perché non volle acconsentire a queste condizioni. Il clero monastico e molti laici, sia in patria che nelle altre terre ortodosse, si opposero vigorosamente all’Unione, denunciando l’imperatore per i suoi intrighi politici e per il suo tradimento dell’Ortodossia.
Il 9 gennaio 1275 fu celebrata a Costantinopoli una Liturgia nella quale il Papa fu commemorato come «Gregorio, sommo pontefice della Chiesa Apostolica e Papa Ecumenico». La sorella dell’imperatore osservò: «È meglio che l’impero di mio fratello perisca, piuttosto che la purezza della Fede Ortodossa». Ricordando la famigerata Crociata del 1204, quando i crociati latini saccheggiarono Costantinopoli, molti tra il popolo preferirono sottomettersi agli infedeli piuttosto che abbandonare la Fede Ortodossa.
Ventisei martiri del Monastero Zographou sul Monte Athos furono tra coloro che furono perseguitati dall’imperatore Michele VIII Paleologo (1261-1282) e dal patriarca Giovanni Bekkos (1275-1282) perché non vollero obbedire all’ordine imperiale di riconoscere l’Unione di Lione. Essi mantennero con fermezza gli insegnamenti dei Padri della Chiesa e senza timore censurarono coloro che accettavano le dottrine cattoliche.
Quando le autorità giunsero al Monte Athos per imporre la politica imperiale, i monaci di Zographou si rinchiusero nel loro monastero. Dalla torre essi rimproveravano coloro che erano a favore dell’Unione, chiamandoli uomini senza legge ed eretici. Gli assalitori diedero fuoco al monastero e bruciarono vivi i ventisei martiri.
I nomi dei martiri sono: l’igumeno Tommaso, i monaci Barsanufio, Cirillo, Micha, Simone, Ilarione, Giacomo, Giobbe, Cipriano, Savva, Giacomo, Martiniano, Cosma, Sergio, Mena, Joasaf, Joannikios, Paolo, Antonio, Eutimio, Dometiano, Partenio, e quattro laici che morirono con loro.
Questi santi martiri sono commemorati anche il 10 ottobre.