Michele il soldato
San Michele il Soldato di Bulgaria fu tra i primi Bulgari a diventare cristiano, e visse nella città di Potuka durante il regno dell’imperatore bizantino Michele III (855-867). Quando era ancora infante, era conosciuto come un “bambino santo”. Fin dalla giovinezza condusse una vita irreprensibile, possedendo il timore di Dio, digiunando, distribuendo generosamente elemosine ai poveri, visitando i malati, ed essendo mite e umile.
A ventiquattro anni San Michele fu nominato comandante di una truppa di soldati. In quel tempo i Turchi erano in guerra contro i cristiani, e San Michele ispirava le sue truppe con il suo coraggio in battaglia. Quando gli alleati dei Bulgari, i Greci, fuggirono dal campo di battaglia, egli cadde a terra e pregò con lacrime per la liberazione dei cristiani. Poi guidò i suoi soldati contro il nemico. Avventandosi al centro della formazione nemica, li mise in disordine, e rimase egli stesso illeso.
Sulla via del ritorno a casa dopo una battaglia, salvò gli abitanti di una certa città nel deserto di Raipha da una enorme bestia che usciva da un lago e assaliva i bambini. La gente venne a vedere questo valoroso soldato quando sentì che aveva ucciso la bestia che essi un tempo adoravano come un dio. Egli predicò loro il Vangelo, e li distolse dal culto dei demòni e dai sacrifici umani.
Poco dopo il suo ritorno a casa, San Michele rese la sua anima al Signore, che aveva amato fin dalla sua giovinezza. Compié molti miracoli dopo la morte, guarendo coloro che venivano a lui con fede.
La traslazione delle reliquie del santo da Potuka a Trnovo avvenne nell’anno 1206, e all’inizio del XIX secolo furono trasferite in Valacchia.